Fonte: governo.it (CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri ed è ora all’esame del Parlamento, il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e il bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 che introduce una serie di novità di particolare interesse per le imprese.

Rispettando la continuità rispetto al PNRR, la Legge di Bilancio 2022 prevede la proroga fino al 2025 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali previsti dal Piano Nazionale Transizione 4.0 e del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.

Ma facciamo un po’ chiarezza.

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 prevede un beneficio fiscale per tutte le imprese che realizzino investimenti in beni materiali o immateriali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello di industria 4.0.

Benefici per l’acquisto di beni materiali 4.0

Le imprese di qualsiasi dimensione e senza distinzione alcuna in termini di settore di riferimento, che realizzino investimenti in beni materiali 4.0 indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 entro il 31 dicembre 2021, potranno beneficiare di un credito d’imposta pari al:

  • 50% del costo sostenuto per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo sostenuto per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro
  • 10% del costo sostenuto per investimenti superiori a 10 milioni ed entro il limite massimo di 20 milioni di euro.

Per tutti gli investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, realizzati tra il 1˚ gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022, è riconosciuto un credito d’imposta del:

  • 40% del costo sostenuto per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo sostenuto per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro
  • 10% del costo sostenuto per investimenti superiori a 10 milioni ed entro il limite massimo di 20 milioni di euro.

Il credito d’imposta sarà fruibile anche per gli investimenti realizzati oltre tale periodo ed entro il 30 giugno 2023 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 sia avvenuto il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione.

Per il 2022 le aliquote, quindi, si riducono ma è comunque garantita all’impresa la possibilità di recuperare un’importante quota dell’investimento realizzato.

La Legge di Bilancio 2022 estende le misure del Piano Nazionale Transizione 4.0 fino al 2025, prevedendo, però, una rimodulazione delle aliquote.

Infatti, per i beni strumentali nuovi acquistati a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

  • 20% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 10% del costo per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 5% del costo per investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo pari a 20 milioni di euro.

Legge di Bilancio 2022

Benefici per l’acquisto di beni immateriali 4.0

Il credito d’imposta è riconosciuto anche per l’acquisto di beni immateriali, quali software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, connessi a investimenti in beni materiali 4.0.

Per l’acquisto di tali beni, la legge di Bilancio 2022 estende le misure previste fino al 2023.

In particolare, per l’acquisto di beni immateriali compresi nell’Allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati entro il 31 dicembre 2023, le imprese potranno accedere ad un credito d’imposta pari al 20% del costo sostenuto nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Per gli investimenti realizzati nel periodo dal 1˚ gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo entro il limite di 1 milione di euro di costi ammissibili.

L’aliquota è garantita anche per le imprese che entro il 31 dicembre 2024 abbiano versato un acconto pari almeno al 20% del costo totale relativamente ad investimenti che saranno realizzati entro il 30 giugno 2025.

Per il 2025 l’aliquota prevista per il credito d’imposta è ulteriormente ridotta al 10%.

Legge di Bilancio 2022

Benefici previsti per gli investimenti in ricerca e sviluppo e per attività di innovazione

Nel caso delle attività di ricerca e sviluppo si va avanti fino al 2031; nel caso delle attività di innovazione e design fino al 2025.

Ecco le aliquote:

  • 10% per attività di ricerca e sviluppo con massimale di 5 milioni di euro
  • 5% per attività di innovazione o per attività di design e ideazione estetica con massimale di 2 milioni di euro
  • 10% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 con massimale di 4 milioni di euro.

Rifinanziamento della Nuova Sabatini

Ulteriori risorse sono destinate anche alla Nuova Sabatini, la misura che sostiene gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese con un contributo a sostegno degli interessi pagati per il finanziamento contratto al fine di acquistare beni strumentali.

Il rifinanziamento previsto dalla Legge di Bilancio 2022 prevede 180 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026.

Le imprese avranno quindi a disposizione un orizzonte temporale più ampio entro il quale programmare e realizzare gli investimenti per adeguarsi al paradigma emergente dell’industria 4.0, ma è evidente che la realizzazione di investimenti nel breve periodo garantisce alle imprese benefici economici maggiori.

Legge di Bilancio 2022