Nel precedente articolo abbiamo analizzato l’evoluzione del Piano nazionale Impresa 4.0, dalla nascita ad oggi.

In questo, vedremo le ultime novità sulle misure introdotte e modificate nella prima metà del 2019.

La Legge di Bilancio 2018 ha decretato la seconda fase del Piano Nazionale per le Piccole e Media Imprese (PMI), prima trasformando il naming da Industria 4.0 in Impresa 4.0 e poi espandendo gli incentivi non solo all’industria manifatturiera bensì a tutti i settori dell’economia in modo tale da velocizzare l’ascesa verso un mondo sempre più digitale, tecnologico e competitivo. Un capitolo sfidante è quello che riguarda la formazione 4.0 che si appresta ad aprire un ciclo di nuove competenze da imparare ed insegnare in un contesto sempre più innovativo.

Gli imprenditori, in questo momento storico, devono acquisire consapevolezza che il mondo stia cambiando e che le imprese non possano più adagiarsi su quel che si è sempre fatto. C’è bisogno di un cambio di rotta e di pensiero, focalizzando l’attenzione su processi innovativi da adottare in ottica lean ed awareness, integrandoli con tecnologie 4.0.

GLI INCENTIVI DI IMPRESA 4.0: LE ULTIME NOVITÀ

Durante il primo semestre del 2019 ci sono state diverse modifiche ed integrazioni circa le agevolazioni ministeriali in favore delle imprese che intendono rinnovarsi ed innovarsi verso un’economia 4.0. Nei prossimi paragrafi sono illustrate le principali novità.

LA PROROGA DEL SUPER AMMORTAMENTO

La prima delle misure fiscali per la crescita economica, il super ammortamento, è stata prorogata e inserita nel Decreto Crescita (era stata eliminata dal Piano Impresa 4.0).

Chiunque sia interessato potrà beneficiare di questa agevolazione per un altro anno, dal 1° aprile al 31 dicembre 2019, con la opportunità di concludere l’acquisto dei beni strumentali entro il 30 giugno 2020. L’unica condizione è quella di procedere al versamento di un acconto di almeno il 20% del costo dei beni entro la fine del 2019, previa accettazione del venditore.

La novità riprende quanto indicato dalla legge n. 208 del 2015 che ha introdotto la misura per la prima volta.

L’agevolazione sui beni materiali strumentali nuovi resta al 130% e non potrà essere applicata sui veicoli e altri mezzi di trasporto (articolo 164, comma 1 del TUIR).

Un plus verrà riconosciuto a chi beneficerà dell’iper ammortamento ai quali sarà data la possibilità di ottenere una supervalutazione del 140% per gli investimenti in sistemi IT e software.

Il super ammortamento riguarderà solo investimenti entro i 2,5 milioni di euro.

LA CONFERMA DELL’IPER AMMORTAMENTO

L’iper ammortamento è stato riconfermato dal Piano Impresa 4.0 per tutta la durata del 2019. Come il super ammortamento, l’acquisto potrà essere concluso entro giugno 2020, con le stesse eccezioni.

Il limite massimo d’investimento è stato abbassato a 20 milioni di Euro. C’è stata una differenziazione delle aliquote per range di investimenti.
Il quadro aggiornato è:

  • + 170% per investimenti fino a 2,5 milioni di Euro.
    Ammortizzazione al 270% del costo di acquisto;
  • + 100% per investimenti che vanno dai 2,5 ai 10 milioni di Euro.
    Ammortizzazione al 200% del costo di acquisto;
  • + 50% per investimenti che vanno dai 10 fino a un massimo di 20 milioni di Euro.
    Ammortizzazione al 150% del costo di acquisto.

Rimane invece del 40% la maggiorazione per l’acquisto di alcune tipologie di beni immateriali da parte dei soggetti che beneficiano degli ammortamenti di cui ai punti precedenti (allegato B).

È stato, a questo proposito, chiarito dalla Legge di Bilancio 2019 che sono agevolabili anche i canoni di accesso a beni immateriali tramite soluzioni di cloud computing.

Ricordiamo che l’iper ammortamento vale solo per le categorie di beni incluse negli allegati A e B della Legge di Bilancio 2017. Rimane inoltre l’obbligo di perizia giurata per investimenti superiori ai 500.000 Euro.

LA RIDUZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO

L’agevolazione su spese incrementali in Ricerca & Sviluppo viene ridotto da 20 milioni a un massimo di 10 milioni di Euro annuo per beneficiario. Questo tetto massimo è stato ridotto facendo riferimento alla media delle spese in R&S dal 2012 al 2014.

La misura, ad oggi, si presenta così:

  • 25% per costi legati al personale coinvolto in attività di Ricerca & Sviluppo e ai soggetti ai quali viene affidato il progetto;
  • 50% per costi legati al dipendente interno all’azienda, allocato su attività di R&S, e alla stipula di contratti con università, enti di ricerca, Startup e PMI innovative, non facente parte dello stesso Gruppo dell’impresa committente.

Come riporta il sito ufficiale del MISE, il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Tale misura, del piano impresa 4.0, è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2019-2020.

I BENEFICI DEL CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0

Impresa 4.0: ultime novità e il nuovo Voucher Innovation Manager 1

La misura per formazione 4.0 riguarda il solo costo del dipendente in azienda per tutta la durata prevista in attività di formazione al fine di accrescere e potenziare le proprie conoscenze e competenze utili allo sviluppo di processi innovativi dell’impresa, in ottica tecnologica e digitale.
A tal proposito, il Piano nazionale Impresa 4.0 ha previsto che:

  • alle piccole imprese venga corrisposto il 50% con un limite massimo di 300.000 euro;
  • alle medie imprese venga corrisposto il 40% con un limite massimo di 300.000 euro;
  • alle grandi imprese venga corrisposto il 30% con un limite massimo di 200.000 euro;

Fanno parte dell’agevolazione le attività in linea con le seguenti tecnologie 4.0:

  • big data e analytics;
  • cloud e fog computing;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione,
  • interfaccia uomo macchina;
  • realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR);
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Queste attività saranno valide, ai fini dell’agevolazione prevista dal Piano impresa 4.0, solo se effettuate tramite contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati presso l’ispettorato del lavoro territorialmente competente.

IL NUOVO VOUCHER INNOVATION MANAGER

La vera novità del 2019, in coerenza con Impresa 4.0, è l’introduzione del voucher innovation manager che permette d’ingaggiare in azienda i cosiddetti Innovation Manager per un periodo prestabilito in progetti legati alla trasformazione digitale e tecnologica delle Micro Piccole Medie Imprese (MPMI) e delle reti d’impresa su tutto il territorio italiano. Il loro compito è quello di rendere più agile sia gli asset gestionali e organizzativi dell’impresa sia l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Il finanziamento di questa misura è pari a 75 milioni di Euro (25 milioni annui) previsti per il triennio 2019-2020-2021 ed è concesso in regimede minimisa MPMI e reti d’impresa.
Di seguito i termini:

  • alle micro e piccole imprese verrà corrisposto il 50% dei costi tenuti con un limite massimo di 40.000 euro;
  • alle medie imprese verrà corrisposto il 30% dei costi tenuti con un limite massimo di 25.000 euro;
  • alle reti di imprese verrà corrisposto il 50% dei costi tenuti con un limite massimo di 80.000 euro;

I voucher possono essere attivati solo da collaborazioni con Innovation Manager iscritti in un albo ministeriale (il decreto direttoriale del 29 luglio 2019 ha definito le modalità e i termini per la presentazione delle domande d’iscrizione all’albo) e non può avere durata inferiore ai 9 mesi. L’Innovation Manager, dal canto suo, può stipulare una sola collaborazione annuale. Cosi come ciascuna azienda beneficiaria non può ricorrere più di una volta al beneficio del voucher.

Inoltre, è incompatibile con altre misure di aiuto che prevedono le stesse spese ammissibili previste da impresa 4.0.

Nei prossimi giorni, come apparso sul sito del MISE, sarà pubblicato il secondo provvedimento previsto dal Decreto del 7 maggio 2019, che disciplina le modalità con le quali sarà possibile presentare la domanda per richiedere il Voucher innovation manager.