Autore: Focus Industria 4.0

I requisiti per l’accesso al credito d’imposta 4.0: chiarezza su interconnessione e integrazione automatizzata

L’attuale piano di politica industriale quale il Piano Nazionale Transizione 4.0, promuove, attraverso lo strumento del credito d’imposta, l’evoluzione dei modelli produttivi ordinari verso il paradigma dell’Industria 4.0. Investendo nella realizzazione di progetti di trasformazione tecnologica e digitale e, quindi, nell’acquisto di beni materiali e immateriali 4.0, le imprese possono recuperare parte dei costi sostenuti grazie alla fruizione in compensazione di un credito d’imposta riconosciuto dallo Stato.
Per poter beneficiare del credito d’imposta, è necessario, però, rispettare una serie di requisiti. L’impresa deve infatti fornire evidenza che il bene agevolato è utilizzato, nella propria routine produttiva, secondo il paradigma dell’Industria 4.0 e deve impegnarsi a mantenere tale modalità di utilizzo per tutto il periodo di godimento dell’agevolazione fiscale. Il dettato legislativo parla chiaro: tra i requisiti che il nuovo bene deve soddisfare, sono presenti l’interconnessione e l’integrazione automatizzata.

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Credito d’imposta per beni materiali 4.0: il limite massimo dei costi ammissibili è annuale

Nella Circolare 14/E pubblicata il 17 maggio 2022, l’Agenzia delle Entrate fornisce una trattazione sistematica delle novità in materia di agevolazioni fiscali contenute nella Legge di Bilancio 2022, al fine di illustrarne il contenuto e facilitarne la lettura. In particolare, l’Agenzia interviene con un commento esplicativo sul credito d’imposta per i beni materiali 4.0, chiarendo che il tetto massimo di costi complessivamente ammissibili fissato dalla norma in 20 milioni di euro, non sia da riferirsi all’intero arco temporale a cui il comma fa riferimento (2023-2025) ma debba considerarsi come un limite annuale.

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Domande e risposte sul credito d’imposta 4.0

Per essere certi che un bene sia agevolabile, dunque ammissibile al credito d’imposta 4.0 previsto dal Piano Nazionale Transizione 4.0, non basta fare riferimento alle classificazioni riportate nell’ormai famoso “Allegato A”, ma occorre entrare nel merito, verificare l’esistenza di integrazioni normative (es. Circolari dell’Agenzia delle Entrate) ed analizzare le modalità secondo le quali “il bene” è integrato nel sistema produttivo dell’impresa. Il problema è che ci possono essere diverse ragioni per le quali un investimento potenzialmente ammissibile (industry 4.0 ready) non soddisfi tutti i requisiti che consentono l’accesso al beneficio fiscale e la possibilità di commettere un errore di valutazione è dietro l’angolo.

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