Articolo aggiornato al 6 novembre 2026.

Il disegno di legge di bilancio 2027 è in esame alla Camera e può ancora cambiare. Questo articolo verrà aggiornato fino all’approvazione definitiva della manovra, e le parti che cambieranno saranno segnalate.

La manovra 2027 non proroga l’iperammortamento oltre il 30 settembre 2028, nonostante gli annunci di ottobre. In compenso introduce un credito d’imposta fino al 30% sui canoni cloud e SaaS per il triennio 2027-2029, con un tetto di spesa di 30 milioni di euro l’anno.

Il percorso del disegno di legge

Il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl di bilancio 2027 il 28 ottobre e lo ha presentato alla Camera il 30 ottobre, con numero A.C. 3174. L’approvazione definitiva è attesa entro la fine dell’anno, di norma. Il dato complessivo della manovra, stimato poco sotto i 25 miliardi, dipende dal via libera europeo alla maggiore spesa per difesa ed energia, pari a 14,5 miliardi. Le fonti non concordano sulla data del verdetto dell’Ecofin, indicata tra l’8 e il 9 novembre.

Iperammortamento: l’estensione annunciata non è nel testo

Il regime attuale è stato introdotto dalla legge di bilancio 2026 e sostituisce i crediti Transizione 4.0 e 5.0. La maggiorazione del costo fiscale dei beni 4.0 è scalare: 180% fino a 2,5 milioni di investimento, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni. Conta la data di consegna o trasferimento del bene all’impresa, non quella dell’ordine o del pagamento. La comunicazione di completamento va inviata entro il 15 novembre 2028.

Il 12 ottobre il ministro Giorgetti, in audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica, aveva annunciato la proroga e il rafforzamento della misura. Il testo del ddl, però, non la contiene. Secondo le letture disponibili, il disegno di legge non proroga l’iperammortamento oltre il 30 settembre 2028, e l’anno aggiuntivo fino al 2029 è rimasto fuori. Nella manovra non è previsto nemmeno un rifinanziamento della Nuova Sabatini.

Per le imprese che programmano investimenti 4.0 nel 2027-2028 la finestra resta aperta, purché la consegna avvenga entro il 30 settembre 2028. Chi conta su una copertura fino al 2029 dovrà attendere eventuali emendamenti.

Il cloud esce dall’iperammortamento

Il limite riguarda i software in abbonamento. Il decreto attuativo dell’iperammortamento 2026-2028 non include i software stand-alone fruiti in modalità SaaS. Per questo il ddl prevede un credito d’imposta dedicato, con queste caratteristiche:

  • Aliquota: fino al 30% dei costi di competenza sostenuti nel 2027, nel 2028 e nel 2029, per canoni di abbonamento a servizi e soluzioni cloud legati a beni immateriali dell’Allegato F.
  • Tetto: 30 milioni di euro l’anno per ciascuno dei tre esercizi.
  • Beneficiari: imprese residenti e stabili organizzazioni di soggetti non residenti.
  • Fiscalità: il credito è esente da Irpef, Ires e Irap, si compensa in F24 senza i limiti ordinari e può essere cumulato con altre agevolazioni sugli stessi costi.

Il 30% è un massimo, non un’aliquota garantita. Un’impresa con 10.000 euro di canoni cloud annui otterrebbe al massimo 3.000 euro di credito.

Il tetto è il vincolo più concreto. Stima di redazione: 30 milioni divisi per il 30% corrispondono a circa 100 milioni di canoni agevolabili all’anno per l’intero sistema, una cifra modesta rispetto al mercato del SaaS. Le modalità operative saranno definite da un decreto attuativo da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Le fonti consultate non chiariscono come verrebbe ripartito il tetto se le richieste superassero le risorse.

Il credito per l’acquisto di software

Accanto al cloud, il governo ha annunciato una misura per l’acquisto di software. Il 12 ottobre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di un intervento fiscale allo studio con il ministro Giorgetti. Al momento non sono noti aliquota, forma (superammortamento o credito d’imposta) né platea dei beneficiari. Una lettura del ddl parla di agevolazioni per software, cloud e soluzioni digitali avanzate, con attenzione all’intelligenza artificiale. Questa lettura non trova conferma nelle altre fonti, quindi va trattata con prudenza.

Le altre misure per le imprese

Il credito d’imposta ZES Unica riceve 2,4 miliardi per il 2027 e 1,25 miliardi per il 2028. Si tratta però di una dotazione complessiva: il rafforzamento reale è di circa 1,4 miliardi rispetto alla legge di bilancio precedente, che aveva già stanziato un miliardo per il 2027.

Confindustria e Assonime, nel corso di un convegno sulla manovra, hanno chiesto stabilità degli incentivi e semplificazione degli adempimenti, con l’iperammortamento tra i temi centrali.

Come orientarsi oggi

  • Investimenti 4.0 nel 2027-2028: l’iperammortamento è disponibile. Conviene pianificare le consegne entro il 30 settembre 2028 senza contare su una proroga non ancora approvata.
  • Canoni cloud e SaaS: il credito fino al 30% copre i canoni 2027-2029, ma l’importo effettivo dipenderà dal tetto e dal decreto attuativo. È prudente non stimare il beneficio prima della pubblicazione delle regole.
  • Acquisto di software: la misura è solo annunciata. Non è consigliabile impegnare spesa sulla base di un’aliquota ancora sconosciuta.

Cosa attendere

Gli aggiornamenti previsti riguardano: il testo definitivo della manovra dopo l’esame parlamentare, il decreto attuativo sul credito cloud, eventuali chiarimenti sulla misura software e l’eventuale proroga dell’iperammortamento tramite emendamento.

Fonti